CHORRILLANA (ricetta tipica di Valparaiso, Chile)

febbraio 17, 2010 di Ponzio

Quando arrivai a Valparaiso su di un microbus scassato, mi ero lasciato alle spalle le follie alimentari di casa di Jackie e Pedro a Santiago.

La città stessa ti ungeva di una spiccata attitudine culinaria punk.

A Santiago e in Chile in generale, le empanadas per esempio sono fritte, non al forno come le piccole delicate lunette argentine. Macchè, delle panelle grusse e violente, deep fried.

La mia preferita era l’empanada queso y mariscos (formaggio fuso e frutti di mare, in genere machas che sono dei vongoloni grossi come polpette). Un paio di empanadas così e io sono a posto per tutto il giorno.

Il micro fermava in una stazione degli autobus proprio sula via principale e all’aprirsi delle porte entrava aria di mare, anzi di oceano.

Valparaiso, per la prima volta guardavo il Pacifico e lo facevo dal molo del porto più importante del Sudamerica. Se mi giravo indietro, verso terra, potevo vedere l’imponente cornice delle case costruite sulle colline ripidissime intorno al centro della città, i 15 ascensori di inizio secolo che portavano la gente su e giù dai diversi livelli delle strade, il mercato coperto vicino agli attracchi dei pescherecci.

Oltre al porto commerciale, gli ascensori, la casa di Neruda sulla collina e altri luoghi storici, Valparaiso è famosa per un suo piatto tipico che a dispetto di quel che si possa pensare, non contempla nè pesce nè molluschi.

Girando per le vie del centro, se si è un po’ accorti, si può trovare un vecchio ristorantino minuscolo e, a quanto pare, storico. Qui dentro è nata la Chorrillana, pensata per gli studenti di Valparaiso senza un soldo in tasca ma con grande, grande,

grande fame.

Di fronte a questi presupposti l’illuminazione punk deve aver colpito l’uomo giusto, nel ristorante giusto come dimostrano i muri del locale che sembra ormai una specie di bazar, completamente ricoperto di scritte, incisioni, graffiti, fotografie e soprammobili e quadri regalati o barattati da svariate generazioni di affamati che si sono dati da fare ai tavoloni del “J Cruz” sbranando piattoni di Chorrillana.

Ingredienti:

1 kilo di patate

½ kilo di cipolle

½ kilo di carne tagliata a striscie

2 spicchi d’aglio

2 uova

Olio, sale, origano

Vino bianco a piacere.

Preparazione:

Lavate pelate e tagliate le patate a bastoncini (o come più vi aggrada), friggete e aggiungete il sale.

Sbucciate le cipolle e tagliatele a fettine, saltatele con olio aggiungendo l’aglio e l’origano

Quando la cipolla imbiondisce, unite la carne precedentemente saltata in padella e già salata.

Finite di cucinare cipolla e carne, a piacere aggiungete del vino bianco.

Strapazzate le uova e unitele al resto degli ingredienti.

In un piatto grande fate un monticello con tutte le patate e rovesciateci sopra la mescola di carne uova e cipolle.

La Chorrillana è una pietanza comunitaria, tutti mangiano dallo stesso piatto.

Quel giorno faceva un caldo importante, umido ma ventilato. Avevo già visitato la casa di Neruda in mattinata e camminato per un bel po’ di kilometri a zonzo per la città. Nonostante il clima avevo una fame bieca, proprio come i famosi studenti che anni prima, avevano ispirato gli chef del J Cruz.

Ricordo bene la meraviglia e il senso di beata abbondanza di fronte a un piatto per due (porzione singola = piatto per due, ricordatevelo) di Chorrillana bella calda.

C’era tutto: un mare di patate fritte ricoperte di cipolla e carne e brandelli di uova, insaporito dall’aglio e dal vino. Perfetto per lo sbrano furioso, gustoso e proteico. Mentre mi buttavo in bocca bocconi troppo grandi non potevo fare a meno di apprezzarne anche la squisita e sincera anima punk. Un piatto semplice, economico, violento e arruffato. Anticonformista nel Chile peschereccio e zuppiero, difficile da dimenticare, non facile da digerire.

…Una cama de papas fritas, huevos revueltos con cebolla y carne picada entregan el jugoso sabor que se luce en este lugar de bohemia que se pasea entre Carlos Gardel y Leonardo Favio…

…La “Chorrillana”, que no tiene nada de marino, es un cerro de papas recién fritas en cuadritos, sobre la cual se posa en armoniosa compañía abundante cebolla frita, huevo revuelto y trocitos de lomo de vacuno frito…

EARLY MORNING (frullato da colazione)

febbraio 17, 2010 di Ponzio

La colazione viene acclamata da nutrizionisti e dietologi di tutto il mondo come il pasto fondamentale della giornata. Fin da quando siamo bambini ci viene insegnato il valore sacro del mangiare bene la mattina presto, prima di iniziare una lunga giornata di studio o di lavoro.

Caffè, latte, cereali, ciambelloni, focacce e croissant, toast, spremute. Che sia dolce o salato, il risveglio del campione deve essere consistente e abbondante, per assicurarci l’energia necessaria ad affrontare una dinamica mattinata.

Purtroppo col passare degli anni e il modificarsi delle abitudini, la deriva dei ritardi e dei tempi sempre più stretti porta gradatamente alla compressione del momento di ristoro, fino all’abbandono quasi totale del gesto, secolarizzato simbolicamente nella famosa tazza di caffè sulla porta di casa.

C’è poi un altro fenomeno altrettanto triste che impedisce il quotidiano svolgersi del pasto mattutino: l’incapacità per molte persone di ingurgitare alcunchè di solido fino alle prime ore del pomeriggio, sia questo dovuto a quel tipo di stanchezza cronica micidiale e annullante che chiude lo stomaco, sia per abitudini alimentari sbagliate o per eccessivo abuso del proprio fisico nel tempo rubato al sonno, la notte.

L’Early morning nasce dalla considerazione di queste due realtà della vita moderna. E dal mio amore per il frullatore.

Ingredienti:

½ litro di latte intero

2 banane mature

1 cucchiaino da caffè di ginseng in polvere

2 cucchiai di miele

2 cucchiai di marsala secco

Preparazione: frullate il tutto a velocità luce. Bevete.

Nonostante alcuni detrattori accusino l’Early morning di avere pesanti effetti lassativi, non ci sono interazioni accertate tra la sua assunzione e un normale e vivace riflesso gastrocolico mattutino.

Questo milkshake d’assalto porta con se tutto quello di cui il corpo umano necessita per un buon risveglio. Zuccheri, saggezza cinese, un mattone di amidi crudi che terranno impegnato lo stomaco fino all’ora di pranzo e tutta l’energia e le proteine del latte.

La forma liquida minimizza lo scomodo esercizio della deglutizione.

Il tempo di preparazione si aggira sui 50 secondi.

Un must.

RUOTA DI SCORTA (dolce al cioccolato)

febbraio 17, 2010 di Ponzio

La ruota di scorta è un ottimo rimedio per gli attacchi di fame ulcerante. Soprattutto a notte fonda, quando si venderebbe la propria madre per un pezzo di pane e sono scarsissime le chances di trovare qualcosa di aperto nei paraggi.

Gli ingredienti sono semplici e genuini:

2 uova

2 cucchiai di farina

2 cucchiai di nutella

1 chupito di latte

una pigna di burro

Frullate le uova, la farina, la nutella e il latte fino ad ottenere un sospetto liquido marrone.

Ungete per bene un padella non troppo larga e quando è caldissima, vuotate la pozione in modo che si allarghi in uno strato di 1 centimetro di spessore.

Abbassate il fuoco, coprite e quando si stacca dal fondo, giratela come si fa per una frittata.

A cottura ultimata, si può decidere di cospargere la ruota di scorta di una marmellata acidula (arance, albicocche) o di un leggero strato di zucchero e succo di limone.

Servire calda poichè nessun commensale abbastanza affamato da esserne attratto, accetterebbe di buon grado di aspettare che si freddi per gustarne a fondo il sapore.