Descrizione:
Il Grand Vizier’s Chicken Party è un piatto unico, composito ma
non disomogeneo (gli spagnoli lo chiamerebbero forse plato
combinado) a base di pollo e riso thai. Ottima scelta per una
cena conviviale, la preparazione è laboriosa ma non per questo
complicata; ottimo in tutte le stagioni, l’ideale è consumarlo in
una cena con vista sul tramonto, accompagnato da un buon vino
rosso leggero. Importato in Gran Bretagna da immigrati turchi a
metà novecento, era il piatto preferito dei musicisti inglesi Pink
Floyd nel periodo in cui componevano il loro album più
sperimentale e di ricerca: Ummagumma. Pochi anni dopo (era il
1975) i quattro rockettari incidevano la loro canzone più famosa,
Wish you were here, nuovamente ispirati da una cena a base di
Grand Vizier’s Chicken Party. Quella sera il tavolo era
apparecchiato per cinque ma un posto rimase vacante.
Sinossi:
Ai tempi in cui il piatto fu inventato, il Gran Visir era solito
invitare a cena dignitari di corte e ricchi commercianti presso la
sua dimora: sede di questi banchetti leggendari era il giardino
della grande villa. Quando il Visir dava una festa, era normale
aspettarsi più di duecento invitati e di regola si aveva musica,
cibo, bevande e danze sempre abbondanti e stupefacenti. Parte
del prestigio di cui godeva il Primo Ministro derivava dalla
capacità di organizzare eventi di tale caratura, che spesso erano
teatro di incontri diplomatici e accordi economici dai quali
dipendeva l’assetto del Paese. Molto più di rado, quando un
tramonto era particolarmente struggente e il cuore da politico e
uomo di Stato del Gran Visir si scopriva malinconico, Egli
diveniva pensieroso e sceglieva allora di cenare nell’intimità
della sua cerchia di stretti collaboratori, con rito abbreviato e
assenza di formalismi. Faceva quindi convocare il cuoco
ordinandogli ogni volta di preparare un piatto che riassumesse
l’esuberanza e la ricchezza di un banchetto in un unica portata,
che carezzasse il palato senza tramortirlo con gli eccessi delle
spezie e recasse i profumi genuini delle case del popolo, nei
giorni di festa. Questa ricetta in particolare gli piacque così tanto
da divenire il piatto fisso di quelle serate. Ogni volta che Il
sultano lo strapazzava troppo, che la situazione politica ed
economica lo rendeva cupo e taciturno o che un qualche
inspiegabile cruccio gli negava il sorriso o peggio ancora il
sonno, lui ordinava al suo chef di preparagli quello che oggi è
noto come il Grand Vizier’s Chicken Party, da servire in quattro
piatti: uno per lui e gli altri 3 per i suoi fedelissimi: la guardia
del corpo, l’astrologo e segretario personale e il suo affezionato
medico guaritore.
Una quinta porzione doveva essere preparata e tenuta a parte
nelle cucine, in uno scaldavivande costruito apposta, che
ricordava un altare votivo. Il piatto in più restava in caldo tutta
la notte e la mattina dopo il Gran Visir lo mangiava ormai
tiepido, con il viso corrucciato, lo sguardo distante e in perfetta
e totale solitudine. Questa era l’unica stranezza che l’importante
politico si concedeva nella sua vita dedicata alla ragione di Stato
e totalmente consacrata al servizio del Sultano.
Oggi sappiamo il motivo di quel piatto in più, grazie alla
testimonianza scritta restituitaci dal diario personale del
segretario-astrologo del Gran Visir: nelle sue memorie il vecchio
burocrate e ciarlatano ricorda come un giorno, facendo ordine
tra varie carte e documenti, incappò in un foglietto manoscritto
dal suo padrone:
“18 maggio 1810. Nuovamente i colori del tramonto risvegliano in
me quel ch’è solo sopito, quell’antica ferita ancora viva nel mio
animo. Oh mia amata lontana, è il tuo cuore perduto? Anche stasera
farò preparare una pietanza speciale apposta per te e ne farò tenere
in caldo un piatto. E non importa se il Sultano mi vuole a corte per i
suoi capricci, stasera cenerò coi miei amici e aspetterò te, l’ospite
insperato.”
Ingredienti: (per 4 persone)
- 10 cosce di pollo (solo i fusi, senza sovracoscia)
- 6 peperoni quadrati (3 rossi e 3 gialli, usarne 4 se sono molto
grossi)
- patate
- carote
- 1 testa d’aglio
- rosmarino
- olio extravergine di oliva
- riso thai
- peperoncino
- sale
Tempo di cottura: 2 ore
Tempo di preparazione: 30 minuti
1- Entrance
Riscaldare il forno a 200 gradi (in modo che scaldi sia sopra che
sotto, non importa che sia ventilato). Mentre raggiunge la
temperatura, lavare e tagliare i peperoni, le carote e le patate in
uguali proporzioni. Le tre verdure cuoceranno insieme e devono
quindi essere trattate di conseguenza: più lente a cuocere, più
piccoli i pezzi; si otterranno così piccoli pezzi di carota,
fettuccine di peperone un po’ più grandi (se il peperone lo si fa
troppo piccolo finirà per smembrarsi) e pezzi di patata più
grandi ancora. Sbucciare quindi una decina di denti d’aglio
lasciandoli interi. Ungere una teglia abbastanza grande e coi
bordi alti e riempirla con le verdure tagliate, l’aglio, il sale (un
cucchiaino), il rosmarino tritato o sminuzzato con la mezzaluna
e il peperoncino tritato (poco peperoncino e senza semi, deve
lasciare quasi solo profumo). Aggiungere 3-4 cucchiai d’olio e
appoggiare le cosce di pollo sopra le verdure.
Infornare a 200 gradi e cuocere per 50 minuti, poi estrarre la
teglia dal forno e rivoltare le cosce in modo da ultimarne la
cottura dalla parte rimasta umida e a contatto con le verdure.
Rimettere nel forno e cuocere a 220 gradi per altri 40 minuti (la
pelle delle cosce e le verdure più in superficie devono colorarsi
e abbrustolire).
2- Entertainment
Ultimata la cottura in forno, estrarre la teglia e mettere da parte
(in caldo) le cosce di pollo e le verdure cotte.
Sul fondo della teglia si trova il sugo creato dall’acqua delle
verdure, l’olio e il grasso del pollo. Filtrare grossolanamente il
sugo e metterlo in una casseruola, aggiungere 2 cucchiaiate delle
verdure cotte nella teglia. Con un mixer a immersione frullare il
sugo con le verdure in modo da ottenere un liquido omogeneo,
metterlo sul fuoco e fare restringere fino ad ottenere la
consistenza di una crema (gli amidi della patata aiuteranno a
dare consistenza mentre la carota conferirà un colore gradevole
all’intingolo, il peperone dovrebbe vincere il Nobel quindi non
sto neanche a spiegarne la funzione). In una pentola antiaderente
e precedentemente unta con olio extravergine, versare 4
bicchieri di riso thai e 3 cucchiai d’olio. Far soffriggere e tostare
il riso su fuoco moderato per un minuto. Aggiungere 5 bicchieri
di acqua e un cucchiaino di sale, portare il fuoco al minimo e
coprire con un coperchio. Far cuocere il riso per 10 minuti o
finché l’acqua non è assorbita e il riso cotto.
3- Exit
Una volta pronto il riso, disporlo nei piatti in piccoli monticelli
compatti. Versare su ogni piatto l’intingolo fatto restringere così
da impregnare il riso thai, ancora bianco e scondito.
Guarnire la cornice dei piatti con le verdure al forno e
appoggiare su ogni monticello di riso 2 cosce di pollo, disposte
in maniera speculare. Preparare un piatto in più (per l’ospite
insperato) e rimetterlo nel forno spento ma ancora caldo.

