Digestione Analgesica

By flavioponzio

Il cielo è bianco sporco, manca di profondità. Il mondo potrebbe finire sospeso un metro sopra i tetti delle case.
Puzza di diesel e freddo umidiccio entrano dalla finestra. Clacson e scorregge di motorini la colonna sonora.
Sono attraversato da circuiti di nevrosi.
Questo pomeriggio cittadino, autunnale all’euro4  mi opprime così tanto che reagisco d’istinto e corro in cucina.
Ci vuole l’effetto analgesico di una digestione ad alta intensità.
Mi guardo intorno, apro il frigo e visualizzo il contenuto,catalogo gli articoli nuovi, aperti o mezzi appassiti. Perquisisco la dispensa, valuto, perizio.
Chiudo gli occhi, inspiro a lungo e metto insieme i pezzi.
Dietro lo zucchero e la farina ho intravisto del pancarré. Nella porta del frigo c’eran due uovi timidi e soli. Insieme ai formaggi una mozzarella.
In una scatola che ho rinvenuto del pangrattato quasi scaduto.
Il latte non manca mai, quindi il puzzle è completo.
Si accende la famosa lampadina.
Ecco cosa può colmare questo alienante senso di vuoto. Un piatto la cui digestione occupi tutte le mie energie fisiche e perché no mentali.

Ingredienti per la Mozzarella in carrozza:
1 mozzarella (tipo quelle di plastica in busta singola 125gr scolate)
8 fette di pancarré
2 uova
pangrattato
olio per friggere
latte

Prendo le fette di pancarré e le bagno da entrambi i lati nel latte. Scolo
Taglio la mozzarella in quattro fettine sottili e le uso per riempire i quattro panini di pancarré
Sbatto le uova da averle omogenee e ci immergo per bene un panino per volta in modo che sia fradicio anche sui lati sennò non incolla.
Impano ogni panino nel pangrattato e opero digitopressioni nei punti interstiziali con cura nipponica in modo da far aderire per benino il tutto. (qui sta il goal dell’intera operazione, se si aprono hai fallito)
Prendo i panini impanati e li friggo in abbondante ma dico abbondante olio molto caldo. Si tratta di saldare, non di cuocere. La mozzarella si scioglie comunque in un attimo.
Quando sono abbronzati li giro e faccio colorare anche il B side.
Asciugo l’unto in eccesso, aggiungo il sale e servo belle calde le mozzarelle in carrozza.

Ne ho preparate tre perché alla quarta di solito stramazzo e non voglio sprechi. Però non ho potuto esimermi dal fare l’infame pallina con l’uovo e il pangrattato avanzati e poi fritta nell’olio gia un po’ stanco.
Le mangio fumanti e leggermente pepate, ad occhi chiusi.
la prima mi pare di aspirarla, mi scivola in gola quasi senza masticare.
La seconda ne apprezzo il gusto, la consistenza, mi tolgo anche la maglia, bevo un sorso d’acqua.
La terza mi fa sudare, e avverto improvvisamente un senso di pace e di stanchezza quando indugio sul polpettino degli avanzi, straunto, fatale.
Dalla strada non arrivano più urti ma suoni ovattati, e nella quiete sento tutto il sangue del mio corpo defluire intorno a stomaco e intestino, e la testa mi si fa pesante.
Guardo fuori a un metro sopra i tetti il cielo che si è ingrigito. Forse pioverà.
Ho come voglia di infilarmi sotto un plaid, semiorizzontale, a sonnecchiare.
Perché va tutto bene.

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